Consigliere Claudio Ciotola NEWS

Febbraio 5, 2008

scandali dell’amministrazione regionale

Archiviato in: Consigliere Cludio Ciotola — consigliereclaudiociotola @ 10:21 am

Apprendo con molta tristezza la notizia che a Napoli i ripetuti scandali dell’amministrazione regionale e comunale rischiano spesso di «non arrivare» ad un opinione pubblica che tutti descrivono come «stanca», ma che, al contrario, chiede di conoscere come le proprie tasse vengano concretamente spese. Lo afferma Presidente del Circolo della Libertà di Napoli, Claudio Ciotola , che chiede ai cittadini di dire basta.. Adesso, finalmente, il malgoverno del duo Russo-Bassolino è sotto gli occhi di tutti e persino la magistratura sta portando alla luce lo sperpero di soldi pubblici operato da «lor signori». Dinanzi a questo sussulto di dignità e di consapevolezza della stampa (finalmente!) e delle Istituzioni, il compito dell’opposizione non può che essere quello di spiegare ai nostri concittadini quanto accade ai loro danni. Volete qualche esempio? Ebbene, dalla stampa si apprende che la Procura Generale della Corte dei Conti in Campania ha aperto un fascicolo per presunti danni erariali per ben 243 milioni di euro. Di questi, 29 milioni riguardano il settore della sanità , sotto il controllo dell’Assessore regionale Angelo Montemarano. Le sorprese non mancano: consulenze affidate da Asl a Comuni e personalità esterne; circa 1000 infermieri cui sarebbero stati corrisposti anche per 10 anni, e per un totale di 76 milioni di euro, anni indennità alle quali non avevano diritto; false prescrizioni puntualmente rimborsate per oltre 1 milione di euro. In particolare, a 800 infermieri del Monaldi sarebbero state erogate indennità dal 1996 al 2005 per «malattie infettive», pur non lavorando in reparti che comportano tali rischi, mentre 100 dipendenti di Caserta avrebbero percepito indennità di caposala senza averne diritto (cfr la Repubblica 19ottobre ‘06).Sotto la lente dei magistrati ci sono contratti d’affitto per ben 1 miliardo e 200 mila euro per 5 mila metri quadri di uffici pubblici al Centro Direzionale di Napoli, pagati a peso d’oro dal Consiglio Regionale ma ancora deserti; per una lussuosa sede stile liberty affittata nel cuore del quartiere Chiaia, destinata ad una società mista per il marketing territoriale presieduta dall’ex assessore Gianfranco Alois: sede fino ad ora già costata 400 mila euro ma mai inaugurata e tuttora deserta; oltre 300 mila euro spesi in meno di un anno per «spese di rappresentanza», «comunicazione istituzionale» e «scambi culturali» voluti dalla presidente Sandra Lonardo Mastella: 160 mila per i suoi consulenti personali (due docenti universitari, uno dei quali dell’Ateneo del Sannio), 60 mila solo per vassoi in sheffield, medagliette in oro ed altri oggetti ricercati. Per non parlare degli 11 buffet in soli 8 mesi. Il Comune di Napoli ha investito ben 35 milioni di euro per acquistare, chiavi in mano, dalla Pirelli Real Estate un edificio in via Verdi in cui alloggiare il Consiglio Comunale al fine di recuperare i soldi dei fitti passivi, per poi scoprire che l’aula consiliare costruita è insufficiente anche per una Municipalità , che nei banchi non ci si sta e che tutto è da ristrutturare (cfr la Repubblica, 18 ott. ‘06).Dal BURC (bollettino ufficiale Regione Campania) si apprende che la Regione ha stanziato 248.640 euro all’ACAM (Agenzia per la Mobilità Sostenibile) per uno studio di fattibilità . Fin qui, al di là della cifra davvero esorbitante, non avremmo nulla da obiettare, se non fosse che l’oggetto dello studio di fattibilità è la realizzazione di un sistema di trasporto collettivo in sede riservata di interconnessione tra il Museo archeologico e il Museo di Capodimonte (cfr Il Mattino, 19 ott. ‘06).Il Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino ha rottamato 2 milioni e mezzo di euro. Tale infatti è la somma spesa dal Comune per l’acquisto di 20 carri attrezzi. Servivano per i vigili urbani, costretti a combattere le soste vietate con sole due macchine. Ma i 20 carrigrù nuovi di zecca, che avrebbero dovuto trasportare le auto rimosse nel parcheggio comunale di via Brin, in quel cancello non ci sono mai entrati perchè troppo larghi rispetto alle dimensioni dell’ingresso del deposito (cfr. Il Giornale, 16 ott. 2006).Il dossier di 600 pagine presentato dalla Commissione di controllo sugli atti della Regione, presieduta dal consigliere Antonio Peluso, ha mostrato quanto sia sconfortante e scandaloso il quadro delle società miste in Campania. Esse (circa 37 tra società miste propriamente dette, società partecipate e controllate dalla Regione), sono costate dal 2001 ad oggi circa 120 milioni di euro, ma più dell’80% hanno bilanci in rosso. In totale, in soli due anni hanno registrato perdite per oltre 23 milioni. L’investimento in partecipazione dal 2001 è costato 80,8 milioni di euro e per sole 7 società la regione ha erogato tra il 2004 ed il 2005 20,2 milioni. Il dossier non si limita a denunciare spese fuori controllo, ma rivela irregolarità nell’assegnazione degli incarichi e nell’assunzione del personale. Tra le società messe sotto accusa, soltanto due hanno assunto personale attraverso regolari concorsi pubblici. La Film Commission, ad esempio, nata per promuovere il territorio come set cinematografico, ha 5 consiglieri e quattro dipendenti assunti senza concorso. La Tess, nata per promuovere il recupero delle aree dismesse del vesuviano, ha partecipato a 40 gare bandite dalla Regione sebbene quest’ultima fosse socia di maggioranza. Caso emblematico poi è la Maurilia, società per il recupero dei centri storici del napoletano, che, sebbene avesse ricevuto 600 mila euro, non ha mai prodotto alcunché, ma ha stipendiato sette consiglieri e tre revisori dei conti (cfr. Il Sole 24ore 26 ott. ‘06).
      CLAUDIO CIOTOLA

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